RAVENNA, MOSAICI E SAPORI

La bellezza di Ravenna resta nell’ombra della notorietà di altre storiche realtà italiane, ma la sua forza è una mappa di colori e sapori sparsi per la città.

Photo by Claudio Notturni

Photo by Claudio Notturni

È un bel weekend soleggiato e ho la fortuna di essere nel posto giusto, al momento giusto, con la persona giusta. Accompagnata dalla mia cara amica Margherita, ravennate DOC, scopro i tesori e la storia di questa splendida città a cavallo fra i parchi regionali del Delta del Po e la Costa Adriatica. Scoprire una destinazione assieme a chi ci vive da sempre è più immediato e coinvolgente perchè rivedi negli occhi di chi guida, la fiamma del ricordo che alcuni luoghi lasciano affiorare, ricordi d’infanzia, di scuola, di famiglia…

Al centro di tutto l’arte paleocristiana, la piacevolezza della dimensione cittadina a misura d’uomo e la bontà della cucina e non solo. Ecco le 5 formule che suggerisco per vivere un’esperienza unica nella città romagnola.

1. IL CENTRO STORICO E L’ARTE BIZANTINA

Che l’UNESCO nel 1996 abbia riconosciuto la ricchezza ravennate come Patrimonio dell’Umanitá sembra quasi scontato, del resto è questa culla e capitale dell’Impero Bizantino.

Photo by Claudio Notturni

Photo by Claudio Notturni

S. Apollinare Nuovo, Basilica di S.Vitale, il vicino Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neonano con pianta ottagonale e S. Apollinare in Classe (a pochi km dalla città) sono solo alcune delle realtá piú tangibili del passaggio bizantino e del sacro romano impero. Il mio monumento preferito? Sebbene una vera e propria classifica non si possa fare, il monumento che preferisco è sempre il piccolo mausoleo di Galla Placidia, letteralmente trapuntato di mosaici con tanto di cielo stellato. Le prime quattro opere qui citate peraltro ricadono tutte sotto uno stesso biglietto cumulativo che minimizza spesa, carta e file ( biglietto cumulativo al costo di 9.50€, 8.50€ il ridotto).

La tradizione del mosaico di Ravenna peraltro vive ancora oggi come dimostrato dalle numerose tracce sparse in tutta la città, anche al lá dei monumenti principali. Sono mosaici persino le targhe recanti il nome di piazze e vie!

Ma non lasciamoci trarre in inganno, Ravenna non è solo sinonimo di mosaici, essa vanta anche la fortuna di ospitare la Tomba di Dante, tanto invidiata da noi fiorentini. Al di lá delle alte aspettative che si possono nutrire in realtà la tomba è collocata in una piccola cappella risalente al XVIII secolo in stile neoclassico a brevissima distanza dalla Basilica di San Francesco, nel pieno centro cittadino. Ma il prestigio di questo piccolo tesoro ha fatto ormai il giro del mondo e sono tanti i visitatori che accorrono qui anche per questo.

2. A RAVENNA SU DUE RUOTE

Il centro di Ravenna è quasi completamente pedonalizzato con tutto un circuito di stradine e piazze che si aprono a scenari storici unici al mondo come quelli citati al punto 1.
Per godere appieno della piacevolezza di un giro in questa bella città armatevi di 2 ruote.
È possibile concedersi una bella pedalata anche lungo la costa a Marina e lungo le Pinete che si srotolano per chilometri intorno alla città, prima fra tutte la Pineta di Classe che si estende su una superficie di 900 ettari. Del resto la pianura in questo caso è amica di chi ama pedalare senza sforzi eccessivi.

3. A TAVOLA: NON SOLO PIADINA

Come dice la mia amica Margherita: “La Ca’ de Ven è l’essenza di Ravenna.” Ha ragione. Quando scatta l’ora X dell’aperitivo/cena la Ca’ de Ven, in via C. Ricci 24 (pieno centro storico), accoglie una processione di ravennati pronti a riscoprire i piaceri della tradizione vitivinicola del territorio da condividere nella calda atmosfera del locale.
L’aperitivo è accompagnato da piada e altri stuzzichi, mentre la cena vera e propria copre un’ampia gamma di sapori in locali storici ad alto impatto visivo, cui i ravennati forse, si sono ormai abituati ma che davanti agli occhi del visitatore non passano inosservati.

In seconda battuta e a breve distanza dal primo, troviamo il ristorante Al Cairoli, nell’omonima via, anche qui con un’assortita carta dei vini, e un menù che unisce alla tradizione le eccellenze del territorio. Non solo piade, tortellini e cappelletti, ma anche rivisitazioni e piatti “fuori menù”. A differenza della prima soluzione questa si presenta come una boutique/trattoria intima, caratterizzata da un numero limitato di tavoli e abbellita dalle “signore Maria” (v. al punto 5). Prenotare qui è d’obbligo.

4. FUORI PORTA: A MARINA DI RAVENNA

Per chi proprio al mare non può rinunciare, a 10 km dalla città troviamo anche Marina di Ravenna. Con la sua pineta costiera, le dune e il porto turistico denominato “Marinara” ospita oggi 1100 posti barca e una bella passeggiata lungo il molo dove si protende una bella fila di 5 capanni da pesca. Magica qui è l’atmosfera all’alba o al tramonto, soprattutto se accompagnata dal canto dei gabbiani.

5. LA SIGNORA MARIA

Photo by Anna Tazzari

Photo by Anna Tazzari

La tradizione del mosaico non è l’unica forma d’arte che incontriamo a Ravenna fra monumenti sparsi e operose botteghe in un tripudio di tasselli colorati. Una delle più piacevoli scoperte del territorio, nonché souvenir perfetto per le dimensioni contenute, è rappresentata dalle statue de “La signora Maria”, piccole opere d’arte in ceramica, frutto delle abili mani di Anna Tazzari.

Per raggiungere la bottega di Anna bisogna però spostarsi in via Baccano 5, a Bagnacavallo. Le opere, tutte esemplari unici e numerati, sono ormai diventate delle vere e proprie icone del territorio, con figure che interpretano autentiche donne romagnole che seguono forme morbide e suggestioni felliniane. Per i seguaci di Tonino Guerra il Museo di Santarcangelo ospita anche un certo numero di opere di Anna basate sui disegni del poeta/scrittore morto nel 2012. La statuetta artistica che mi porto a casa? La signora Maria a passeggio col marito contadino. La vostra?

Per le foto si ringrazia: Claudio Notturni

Per la passione trasmessa: Margherita Di Bartolo

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