INVERNO IN SALENTO

Via le folle dell’estate, via il caldo torrido, via i cocomeri, via le ore in spiaggia accarezzati dal mare. Nella stagione più fredda non resta che la bellezza più autentica del Salento passeggiando fra storia e lidi, contemplando il mare d’inverno.

IMPRESSIONI: CONTEMPLANDO IL MARE D’INVERNO

In Salento non ci si va ad agosto, questo oramai l’ho capito. L’ultima volta che ci sono andata è stata una lotta continua, senza esclusione di colpi: per i parcheggi, per gli alberghi, per le sdraio sotto l’ombrellone. Negli ultimi anni sembra che gli italiani abbiamo le idee chiare su dove indirizzarsi per le loro vacanze. Io in Salento ci sono tornata in inverno e posso per la prima volta dire di averlo visitato, colto i profumi autentici, passeggiato lungo spiagge solitarie, apprezzato i frutti della sua terra.
SCORCIO DI CAMPI SALENTINA copia
Tanto per cominciare abbiamo fatto base a Campi Salentina (a poco più di 15 km da Lecce), nel cuore dell’entroterra leccese e questo ci ha permesso di trovarci a cavallo fra i due mari, in un ventaglio di possibili destinazioni.
Prima fra tutte Lecce, la capitale del Barocco, un tripudio di bellezza spalmato su pietra risalente al XVI-XVII secolo. La chiamano la “Firenze del Sud” e, sebbene io questa somiglianza proprio non ce la riconosca, la capitale salentina possiede indiscutibilmente alcuni dei tesori più belli del nostro Paese. Da Piazza Duomo, con la facciata ricamata della cattedrale di Santa Maria dell’Annunziata e il campanile di 72 m di altezza, a Piazza Sant’Oronzo, dedicata al patrono, passando per l’anfiteatro romano del II secolo. Ma la lista non finisce chiaramente qui…
Dirigendosi verso il mare si ha solo l’imbarazzo della scelta perchè a mezz’ora circa di macchina, si raggiunge indifferentemente una o l’altra costa e si può anche scegliere in base al vento perché laddove spira sull’Adriatico si può optare per lo Ionio e viceversa. Stessa cosa vale per ammirare l’alba (il punto migliore in questo caso è il magnifico Faro di Palascia che rappresenta anche il punto più orientale d’Italia) e il tramonto (da Punta Prosciutto fino a Leuca). Basta scegliere il giusto versante.
Certo d’inverno non è possibile fare il bagno come d’estate, ma le passeggiate sulla riva e la contemplazioneTRAMONTO PORTO SELVAGGIO copia dell’orizzonte che si sdraia sul mare sono lì a disposizione tutto l’anno e non hanno prezzo. Del resto anche Khalil Gibran un giorno scrisse: “La musica del mare termina sulla riva o nel cuore dell’uomo che ascolta?”
Per concludere quindi, il Salento ce lo possiamo reinventare giorno per giorno con uno schema libero, ma pur sempre lasciandosi condurre dall’umore del tempo e dalla nostra voglia di solitudine e libertà, ma senza dimenticare di segnare in agenda le seguenti esperienze da non perdere:
  1. una visita del centro storico di Lecce con tanto di presepe nell’anfiteatro romano;
  2. una passeggiata lungomare a Otranto;
  3. un soggiorno in una delle masserie/dimore d’epoca dell’entroterra;
  4. un’alba dal Faro di Palascia;
  5. un tramonto sulle spiagge ioniche.

INCONTRI: I PUGLIESI E LA METEOPATIA

SPIAGGIA QUARTEROIl mio ricordo dei pugliesi d’estate è a colori. Calorosi, propositivi, solari e sempre affaccendati, trovo che i pugliesi rappresentino il ritratto perfetto dell’italiano più genuino, quello che amano tanto i nostri amici oltreconfine.
Torno d’inverno e li trovo come anestetizzati, in un letargo latente, spenti e rallentati. Tutti così, un po’ apatici, un po’ infreddoliti (considerate che ha nevicato persino in Puglia nei giorni scorsi, pertanto sono comunque da capire), forse la definizione più corretta è “meteopatici”. Sembra che stiano aspettando l’estate, le giornate che si allungano e il risvegliarsi della natura. Ma sapete che vi dico?  E’ pur vero che fará freddo, che sarebbe meglio stare davanti ad un caminetto acceso a mangiarsi i purcidduzzi (tipico dolce natalizio salentino), ma la vostra terra è là fuori ad aspettarvi fra oliveti, agrumi e tanta bellezza e reclama la vostra consueta positività!

CUCINA: RUSTICI E PASTICCIOTTI

C’è una cosa, anzi due, cui non potrò mai rinunciare tutte le volte che vado in Salento. Non sono le orecchiette, le cime di rapa o la purea di fave, che non so come riesco a replicare bene anche al nord. Per me se c’è una cosa che proprio non è soggetta a “contraffazione”, al di là dei frutti di mare, questi sono i rustici e i pasticciotti. I rustici sono semplici, si fa per dire, dischi di pasta sfoglia dal ripieno di pomodoro, besciamella e mozzarella. Buoni per pranzo, merenda, aperitivo e cena, insomma buoni sempre! I pasticciotti rappresentano invece il pezzo forte della colazione salentina: un tortino di frolla ripieno di crema pasticciera. Cosa li accomuna? Il prezzo e la bontà! Per i rustici siamo a 2 euro cad. e poco più della metà per il pasticciotto. Gustosi e convenienti insomma. La cosa divertente è che negli ultimi anni del pasticciotto è stata creata anche una versione black. Si tratta del pasticciotto Obama che prende il nome nientedimeno che dall’ormai ex Presidente degli Stati Uniti. Voci di corridoio sostengono che non sarà creata una nuova versione Trump. Chissá…
Intanto vi lascio con un consiglio e una garanzia: la pasticceria Chèri di Campi Salentina, sono proprio loro che hanno inventato il famoso pasticciotto Obama (http://www.pasticciottoaobama.com). Soddisfatti o rimborsati.

GUIDA ALL’USO: NEL CUORE DELLA VECCHIA CAMPI SALENTINA

LIVING FENISIA GUESTHOUSESi può scegliere di vivere il Salento in città, fra le mura di pietra leccese, in una masseria persa fra distese di olivi secolari e muretti a secco oppure in un piccolo centro abitato sul mare o nell’entroterra. Noi abbiamo puntato per quest’ultima soluzione con la Fenisia Guesthouse all’indirizzo via Taranto 10 di Campi Salentina.
Campi Salentina è una piccola realtà situata a 15 km circa da Lecce con tutto il suo corredo di olivi e centro storico in pietra che culmina nella bella cattedrale, la Chiesa Madre di Santa Maria delle Grazie. Solo 100 metri distanziano questa dalla Fenisia Guesthouse, una dimora storica del XVI secolo oggi adibita a casa vacanza con 4 camere matrimoniali di cui un paio collegate ad uno spazioso appartamento comprensivo di salotto, zona giorno, cucina e un bel cortile interno con un antico pozzo e alcuni immancabili alberi di agrumi.
Come si arriva in Salento? In aereo da Bari o da Brindisi (ci vola anche Ryanair) o in treno proprio fino a Lecce. Inutile dire che per perdersi nel cuore di questa affascinante terra occorre necessariamente noleggiarsi un’auto, attraversare gli oliveti sterminati o costeggiare il mare.

IN VALIGIA: QUALCOSA DI CALDO

Il freddo quando arriva arriva, anche in Puglia. E sebbene gli inverni siano mediamente meno rigidi dei nostri, ció non significa caldi. Portate quindi maglioni, piumini, sciarpe, guanti e cappelli di lana e non ve ne pentirete.
Mentre di ritorno dalla Puglia, in valigia c’è sempre da far spazio a: frise, taralli, orecchiette e magari una boccetta di olio nuovo (occhio al bagaglio a mano). Questo è proprio il kit minimo e a lunga conservazione per risalire felici dal “tacco” del nostro Paese e portarsi a casa un assaggio di Sud.

LIBRI E FILM: TUTTI AL CINEMA

Il cinema italiano adora il Salento, sará per gli scenari mozzafiato, per i personaggi caratteristici e per le dimore d’epoca che creano un set ideale.
Davvero numerosi sono dunque i film e i documentari girati in questa terra. Per fare un salto fra le quattro mura domestiche di una tradizionalista famiglia leccese mi viene in mente il film tutto italiano Mine Vaganti (2010), diretto da Ferzan Özpetek. Una commedia divertente di qualche anno fa che, nel girare attorno ai pregiudizi legati all’omosessualità dei figli, dipinge a chiari colori un ritratto di Puglia. Un film che ha ottenuto 13 candidature David di Donatello 2010 nonchè 5 Nastri d’Argento e che riscuoterà sicuramente anche il vostro consenso!

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