Opel Karl: su 4 ruote nella patria delle biciclette

Un test drive in Olanda, a bordo della nuova Opel Karl, per una due giorni all’insegna del piacere di guida, del verde e del vento. Una citycar piccola ma spaziosa che mi ha condotto alla scoperta di paesaggi fiabeschi, mulini, parchi fioriti e romantici canali.

Una macchina, una mappa e una storia da ricostruire. Siamo a Zaandam, in Olanda, per il lancio della nuova Opel Karl, una citycar piccola ma spaziosa, minimale ma allo stesso tempo hightech. Perché? Un esempio su tutti: il suo monitor 7 pollici interno, può essere collegato direttamente ai dispositivi Apple o android (grazie al sistema Intellilink) e la schermata sará trasmessa proprio sul monitor, con una lista innumerevole di applicazioni e attivitá trasferibili, dalla musica alle telefonate da Google Maps alla messagistica, per citarne alcuni.

Una macchina che porta un nome importante, quello del figlio del fondatore di Opel, Adam Opel, sebbene discreta, equilibrata e assolutamente easy nei suoi 10 colori shocking. Contenuta nelle dimensioni, ridotta nei consumi (4.3 litri ogni 100 km) e facile da governare, si é dimostrata una perfetta accompagnatrice nel nostro viaggio alla scoperta dell’Olanda più autentica, alle porte di Amsterdam.

 

Partiamo così alla scoperta di un territorio disegnato dall’acqua e dal vento in una cornice di verde dipinta. Del resto é primavera e l’Olanda si mostra in tutto il suo abbagliante splendore.
Due giorni dedicati al girovagare fra queste pianeggianti distese, intervallate soltanto da qualche mulino a vento, corsi d’acqua e cittadine ricamate da una pace quasi irreale.
Zaandam, a solo mezz’ora di distanza dall’aeroporto di Amsterdam Schiphol, si presenta come un ottimo starting point, se non altro perché situato a pochi chilometri di Zaanse Schans, la località nota per i suoi mulini. Sebbene oggi se ne contino solo cinque, in passato (fra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo) quest’area ne ospitava circa 600, peccato che il gelo dell’inverno del 1940 se ne sia portati via tutti. É la necessitá di scaldarsi che fece sì che gli abitanti li recuperassero come legna da ardere. Che storia! Fortuna che a partire dagli anni ’60 qualcuno ebbe la lungimirante idea di ricostruirli, foss’altro per utilizzarli come segherie, azionate dai movimenti delle pale.

 

Il più celebre fra loro? Senza esitazione diremmo: Het Jonge Schaap (http://www.hetjongeschaap.nl/site/), l’unico ancora quotidianamente in funzione, di proprietà del giovane Tim Doeves, che ci spiega come il suo lavoro assomigli a quello di un marinaio e il ritmo é scandito dal vento.
E si riparte, verso altre mete non meno caratteristiche dello spirito Dutch: Edam, la piccola cittadina nota per il suo formaggio e la caratteristica Volendam, che affaccia direttamente sul Markermeer, nonché patria del pesce fresco. Che fare in queste due tranquille località? Facile! Parcheggiate e godetevi una passeggiata nel centro, crederete che il tempo qui si sia fermato e la serenità dei suoi abitanti, vi contagerà.
INNTEL HOTELAh, dimenticavo, in Olanda, vale la regola del: le bici hanno la precedenza da ambo i sensi, siate sempre pronti ad azionare il freno!

 

Intanto si é fatta sera e la nostalgia per il nostro hotel comincia a farsi sentire, quindi subito pronti a rientrare alla base. E come con desiderare di far ritorno in un hotel come questo?
L’hotel Inntel di Zaandam (http://www.inntelhotelsamsterdamzaandam.nl), sembra uscito direttamente da un quadro surrealista. Disegnato dall’architetto Wilfried van Winden e conosciuto in tutto il mondo per le sue facciate stravaganti, questa struttura fonde in sé passato, presente e tradizioni intramontabili. Le facciate sono un patchwork di 70 case in stile olandese e colorate col verde di Zaandam, quello che una volta determinava lo status della famiglia (più pigmento potevi acquistare, più il verde era brillante e di conseguenza, più eri facoltoso). Risultato? Un’architettura unica e assolutamente originale. L’interno, benché più convenzionale, presenta alcune camere a tema, dedicate nello specifico ai biscotti e al cioccolato di Zaandam della Verkade, il cui prestigio ha toccato anche l’anima della famiglia reale (eh giá perché qui in Olanda regna ancora la monarchia, a regime parlamentare).
Non dimentichiamoci peró che, per i cultori del buon cibo,  una delle vere eccellenze della cucina locale é rappresentato dal ristorante Vork & Mes (letteralmente “Coltello e forchetta”) caratterizzato da una struttura che sembra spuntare direttamente dalle acque del lago. Qui lo chef Jonathan Karpathios dedica anima e corpo ai prodotti della terra che coltiva personalmente e li reinventa nei suoi piatti elaborati. Qui sono proprio le materie prime a fare davvero la differenza. Vi lascio così quindi, con gli occhi carichi di belle cartoline, i piedi indolenziti dagli zoccoli e la pancia piena. The Travelover lascia l’Olanda ma non molla la sua Opel Karl. To be continued…

 

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